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Carlo Ratti con Fondazione di Modena presenta: “Come un origami” e l’installazione che anticipa il futuro volto del nuovo polo culturale di Modena

È Carlo Ratti, tra gli architetti italiani più autorevoli sulla scena internazionale, ad aprire il percorso pubblico che accompagna la nascita di AGO, il nuovo ecosistema culturale che sta prendendo forma nell’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena con l’intervento di restauro e rifunzionalizzazione curato in questi anni da Fondazione di Modena.

Ratti presenta “Come un Origami”

Venerdì 24 luglio, alle 21.30, in Piazza Sant’Agostino, Ratti presenta “Come un Origami”, l’installazione che riproduce in scala la futura copertura cinetica destinata al Cortile delle Tenaglie di AGO: una struttura mobile progettata insieme all’artista e ingegnere statunitense Chuck Hoberman, ispirata alla geometria degli origami e concepita per aprirsi e chiudersi adattandosi alle attività ospitate e alle condizioni ambientali.

L’appuntamento rappresenta il primo momento pubblico del percorso “AGO apre” e inaugura una narrazione che accompagnerà il progetto fino all’apertura di una prima area del complesso edilizio, prevista entro la fine dell’anno. Non si tratta semplicemente della presentazione di un elemento architettonico, ma dell’occasione per raccontare la visione che sta guidando la trasformazione dell’ex Sant’Agostino: un complesso di circa 22.000 metri quadrati destinato a riunire musei, archivi, collezioni e a sviluppare ricerca scientifica, formazione e produzione culturale, dando vita a un nuovo modello di integrazione tra patrimonio storico, cultura contemporanea e innovazione. 

Inserito nel più ampio sistema  culturale che comprende anche il Palazzo dei Musei, dove hanno sede tra gli altri istituti, la Galleria Estense ed il Museo civico, AGO contribuirà alla nascita di uno dei più estesi poli culturali europei, con una superficie complessiva di circa 43.000 metri quadrati.

Gli interventi

Accanto a Carlo Ratti interverranno il Presidente di Fondazione di Modena Matteo Tiezzi, il Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, l’artista e inventore Chuck Hobermane il critico e curatore Aaron Betsky, che accompagneranno il pubblico alla scoperta del progetto e del significato della futura copertura cinetica, destinata a diventare il nuovo segno identitario di AGO. Nel frattempo, il modello in scala  rimane esposto fino a settembre in piazza Sant’Agostino.L’incontro del 24 luglio costituisce il primo capitolo di un percorso di avvicinamento alle inaugurazioni previste nei prossimi mesi e segna l’avvio del racconto pubblico di AGO: dal cantiere al polo culturale, dal polo ai contenuti, accompagnando progressivamente la trasformazione dell’ex Sant’Agostino in un luogo capace di mettere in relazione arte, scienza, ricerca, tecnologia e spazio pubblico.

Redazione

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