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Dal 5 dicembre White Entropy di Jacopo Di Cera. La montagna ci osserva: un viaggio tra purezza e dissoluzione

Oltre lo sport, oltre la vetta, oltre il gesto di conquista: la montagna che ci osserva, rovesciando lo sguardo, ci restituisce l’immagine del nostro tempo. È da qui che nasce “White Entropy”, nuova mostra di Jacopo Di Cera – a cura di Massimo Ciampa – e inedita tappa di un percorso di ricerca sociale e poetico riconoscibile, che il fotografo ha avviato da tempo portando le sue fotografie zenitali da Dubai a Roma, da Parigi a Milano. 

Ed è proprio qui, nell’area PhotoSquare dellAeroporto di Milano Malpensa – il contemporaneo spazio espositivo dell’aeroporto lombardo crocevia internazionale per milioni di passeggeri in transito ogni giorno — che dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026 l’artista invita a rallentare e osservare, con una mostra e un’installazione site specific che trasforma il paesaggio in coscienza e l’altitudine in pensiero.

White Entropy di Jacopo Di Cera

Protagonista assoluta: la montagna, immortalata e raccontata in un dialogo tra arte, fotografia e sostenibilità. 

White Entropy”iniziativa inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026

Dall’Alpe di Siusi al Monte Bianco, dalla Val di Fassa alla Val Badia, passando per Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio con “White Entropy” – iniziativa inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 – Di Cera propone una lettura inattesa della montagna che nasce dall’incontro tra due forze opposte e complementari: il bianco come simbolo di purezza, silenzio e immobilità apparente, e l’entropia come principio fisico e metafora del tempo, della perdita e della trasformazione.

Non più soltanto destinazione dello sport, ma luogo di ascolto e consapevolezza, gli scatti zenitali di Di Cera ribaltano il punto di vista,  trasformano la montagna in un corpo vivente, testimone silenzioso del passaggio umano. Dall’alto, la montagna osserva l’uomo che la attraversa e, camminandoci sopra, ne accelera la dissoluzione.

Si parte dai paesaggi inviolati per arrivare all’impatto dell”impronta umana. Dall’alto, la montagna appare prima come corpo puro, modellato solo dal tempo e dal vento; poi, lentamente, la figura umana incide, fino a quando la folla invade, consuma, trasforma il bianco in trama e la neve in superficie percorsa. È qui che, attraverso un’opera site specific immersiva di grande impatto, Jacopo Di Cera coinvolge il passante e il visitatore, dedicando una riflessione alla testimonianza dei ghiacciai del Monte Bianco dove, letteralmente, la nostra azione lascia quotidianamente l’impronta. Nel percorso espositivo, linstallazione rappresenta un momento di sintesi e consapevolezza: il punto di vista zenitale, lo stesso usato nelle fotografie della mostra, qui si ribalta. Dall’alto la montagna ci osserva, ma è l’uomo, ora, a calpestare il suo volto camminando sulla monumentale riproduzione su carta fotografica del letto del ghiacciaio.

Ogni passo lascia un segno, altera e consuma l’immagine, come il ghiacciaio che si scioglie sotto il peso delle nostre azioni. Lo spazio di passaggio dell’aeroporto, spesso veloce e disattento, si trasforma così in spazio di riflessione lenta, che attraverso l’occhio fotografico dell’artista, impone una sospensione: un invito a guardare, a ricordare, a lasciare che lo sguardo torni ad avere peso.

Jacopo Di Cera

Inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, la mostra è promossa da SEA Milan Airports e realizzata da GLAC Consulting con la collaborazione di Deodato Arte. Media Partner Artuu Magazine. L’artista Jacopo Di Cera – rappresentato da Deodato Arte – sarà inoltre protagonista di una mostra personale all’interno della sede principale della galleria nel gennaio 2026.

Nato a Milano nel 1981, dopo una lunga esperienza nella comunicazione si trasferisce a Roma dedicandosi alla fotografia e studiando con maestri internazionali. Nel 2010 è tra i vincitori del concorso del National Geographic. Nel 2016 elabora il “Fotomaterismo”, un linguaggio che unisce fotografia e materia, con il progetto Fino alla Fine del Mare dedicato alle barche dei migranti di Lampedusa. L’opera ottiene ampio successo ed è esposta in importanti sedi come il PAN di Napoli, Paris Photo, MIA Fair, Les Rencontres d’Arles, Paratissima e Ginevra Atelier Photo.

Nel 2017 partecipa alla Biennale di Venezia e presenta le sue opere sull’imbarcazione Edipo Re di Pasolini e alla Galleria Accorsi. Prosegue con i progetti Il Rumore dellAssenza, dedicato al terremoto di Amatrice, e MiRo, indagine sul pendolarismo tra Milano e Roma. Dal 2017 sperimenta l’uso dei droni nel progetto Sospesi, dedicato alle relazioni umane viste dall’alto.

Nel 2020 si avvicina all’arte digitale con Infinity e altre opere, esposte in mostre a Roma, Milano e in eventi internazionali a Miami, New York, Dubai, Lisbona e Parigi. Nel 2024 rappresenta l’Italia alla Dubai Art Fair, dove nel 2025 realizza l’installazione principale Retreat sul tema del cambiamento climatico. Le sue opere, tra fotografia e arte digitale, sono oggi presenti in gallerie e collezioni private in Italia e all’estero.

Informazioni aggiuntive

White Entropy di Jacopo Di Cera
A cura di Massimo Ciampa
Dal 5 dicembre 2025 al 31 marzo 2026
Inaugurazione: giovedì 4 dicembre ore 12.00
Luogo: Spazio espositivo PhotoSquare all’interno dell’Aeroporto di Milano Malpensa – Terminal 1

Ingresso libero

Redazione

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