Il 15 febbraio, al Teatro Palladium, la musica strumentale italiana tra Sette e Ottocento torna a risuonare come esperienza viva e condivisa con un appuntamento speciale che intreccia ricerca, esecuzione e ascolto, e che si inserisce nell’ambito del PRIN 2022 La musica strumentale italiana 1750–1850: contesti, pratiche, immaginari, un progetto musicologico di interesse nazionale diretto dal prof. Luca Aversano con la partecipazione degli atenei di Roma Tre, Basilicata, Catania e Torino. Protagonisti della serata sono musicologi e interpreti di eccellenza nel campo della prassi storicamente informata, chiamati a restituire al pubblico un patrimonio musicale a lungo rimasto ai margini della storiografia.
Costantino Mastroprimiano al pianoforte storico e l’Insieme Strumentale di Roma propongono un programma interamente dedicato a opere strumentali inedite del tardo Settecento e del primo Ottocento, frutto di un approfondito lavoro di ricerca musicologica e di trascrizione, che riporta all’ascolto pagine di Vincenzo Orgitano, Michele Fusco e Lorenzo De Rossi. Musiche pensate per un contesto sonoro in cui il pianoforte storico dialoga con l’ensemble cameristico, restituendo una scrittura ricca di invenzione, energia teatrale e raffinatezza formale, capace di raccontare una stagione centrale della cultura musicale italiana.
Al centro dell’esecuzione, Costantino Mastroprimiano, figura di riferimento internazionale per lo studio e la pratica del fortepiano, interprete capace di coniugare rigore filologico, consapevolezza storica e intensità espressiva. La sua lunga attività concertistica e discografica, unita all’impegno nella ricerca e nella didattica, fa di Mastroprimiano un protagonista ideale per dare voce a un repertorio che richiede non solo competenza tecnica, ma una profonda conoscenza dei linguaggi, delle prassi e degli immaginari sonori dell’epoca.
Accanto a lui, l’Insieme Strumentale di Roma, ensemble riconosciuto come uno dei punti di riferimento per l’esecuzione su strumenti storici del repertorio sei e settecentesco. Attivo da anni sulle principali scene internazionali e forte di una prestigiosa produzione discografica premiata dalla critica, il gruppo porta in concerto un’esperienza maturata nel dialogo con alcuni tra i più importanti interpreti della scena musicale europea. L’incontro tra il fortepiano – una copia di Anton Walter del 1795 – e l’organico cameristico restituisce così un suono autentico e al tempo stesso sorprendentemente attuale, capace di illuminare la vitalità e la modernità di queste partiture.
La serata sarà aperta da un incontro pubblico illustrativo del concerto e del quadro storico e culturale delle musiche eseguite: una tavola rotonda che restituisce tre anni di ricerca, offrendo nuove prospettive storiografiche e nuove conoscenze sulla musica strumentale italiana a cavallo tra XVIII e XIX secolo.
Il progetto di ricerca di interesse nazionale “PRIN 2022. La musica strumentale italiana 1750-1850: contesti, pratiche, immaginari”, condotto dall’Università Roma Tre in collaborazione con le Università di Catania, di Torino e della Basilicata tra il 2023 e il 2025, ha indagato la musica strumentale in Italia nell’arco indicativo di un secolo, tra il 1750 e il 1850, al fine di ricostruirne i contesti (luoghi, mobilità dei musicisti, catene della trasmissione didattica), analizzarne le pratiche (composizione, esecuzione, produzione), raccontarne gli immaginari (orizzonti d’ascolto, ricezione nella letteratura, rappresentazioni visive).
L’obiettivo generale della ricerca è stato quello di rivalutare una civiltà e una cultura della musica strumentale che, almeno per quanto concerne l’epoca considerata, erano finora trascurate dalla musicologia italiana e straniera.
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